Muriel Jeanmonod
- 23/01/2025
Nicolas Noverraz è in pieno corso di studi universitari in scienze economiche e sociali all'Università di Ginevra, quando decide che le arti plastiche sono il mezzo per far sentire la propria voce nella società. Deve agire ed è il momento di scegliere l'arma. La sua formazione nelle arti plastiche è molto lunga, ma non importa, sono le idee che contano.
La città e i suoi luoghi marginali, così come l'automobile, sono alcuni dei temi trattati nei suoi dipinti iperrealistici. L'artista indaga il rapporto tra estetica e funzione, tra bellezza e banalità degli oggetti di consumo; attraverso questa ambivalenza, cerca di stimolare la consapevolezza dello spettatore nei confronti dell'ambiente che lo circonda.
Nel 2004 Nicolas Noverraz invita il pubblico alla spiaggia.
Un centro d'arte di Ginevra è stato così trasformato in una costa bagnata dal passaggio di un aereo. Il pubblico è invitato a morire come abitante delle coste, solo di fronte a questo immenso lavoro di pulizia del suo paesaggio danneggiato.
Nel 2005 è stato selezionato per essere esposto al Museo Rath di Ginevra, dove il suo lavoro sulla mancanza di comunicazione e di comprensione tra la base e le élite è stato affrontato attraverso dei pannelli di segnalazione, che sono diventati dei modelli arcaici, con la loro forza iconografica per simboleggiare questa frattura.
Nel 2006 Nicolas Noverraz sviluppa il concetto di Art Pollution, un insieme di opere che formano un corpus il cui scopo è quello di interrogare il pubblico sulla concezione corrente del bello. L'opposizione tra perfezione e cura tecnica della realizzazione e l'apparente bruttezza o l'inconsideratezza sociale del soggetto porta lo spettatore a una riflessione critica. In questo modo, lo spettatore può distaccarsi dagli standard normativi della società per apprezzare l'opera presentata. Così, con i rifiuti, l'artista crea opere d'arte. Il contrasto tra la perfezione formale dell'opera d'arte e la banalità dell'uso di un inquinante spinge lo spettatore a mettere in discussione le sue abitudini di consumo e il suo ambiente.
Con Art Pollution, l'artista cerca di catturare un momento nello spazio e nel tempo, come un'istantanea fotografica della memoria dell'ambiente urbano. La contaminazione di quest'ultimo da parte delle attività umane e l'impatto di queste ultime sulla natura. Gli inquinanti antropici sono utilizzati per vivere il paesaggio urbano in modo unico. Da 14 anni il lavoro dell'artista sull'Art Pollution ha subito diverse trasformazioni formali e concettuali.
Parallelamente, già dal 2008 l'artista affronta la problematica del consumo compulsivo della nostra società contemporanea. Attraverso serigrafie che rappresentano prodotti di consumo popolari svizzeri (Cenovis, Sinalco, Milka), l'artista opera lievi differenze formali rispetto ai prodotti originali; queste serie strizzano l'occhio all'universo pop di Andy Warhol.
Pur avendo un'attività molto intensa nelle sue diverse produzioni, Nicolas Noverraz ha creato il CNDMA (Centre National de Désinstitutionnalisation du Monde de l'Art), all'interno dell'edificio distrutto in cui vive dal 2017. Il centro ha come scopo principale quello di far vivere questo antico edificio e di dare vita a esposizioni, oltre che di accogliere gli artisti in residenza. Fino ad oggi.
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